sabato 28 maggio 2016

La vera spesa degli italiani per l'azzardo

Se si incrociano i dati sul gioco d'azzardo diffusi dai monopoli con quelli sui giocatori contenuti in una ricerca Ispad, si ottiene un risultato sconcertante, ben diverso dalla verità ufficiale proposta da Aams 


Secondo i dati forniti dai monopoli la "raccolta" generata dall'immenso mondo dei giochi d'azzardo nel 2015 è stato di 88.249 milioni. Però, la "spesa" degli italiani ammonterebbe "solo" a 17 miliardi, perché 71 sarebbero stati restituì come vincite.

L'ingannevolezza di questa tesi è evidente, perché non dà conto del fatto che la grandissima maggioranza di quelle vincite, essendo pari alla giocata o poco di più, viene rigiocata, andando a incrementare la raccolta.

Il dato viene fornito in media, con un sistema, cioè, con cui si può sostenere tutto e contemporaneamente il suo contrario. I monopoli sembrano credere e forniscono i dati come se gli italiani avessero due tasche distinte, da una delle quali esce la giocata e nell'altra in cui entrano i premi. Ma la tasca è unica e le giocate sono per la maggior parte alimentate dal rigioco.

Il piccolo premio rimane nel "circuito" e va a incrementare la raccolta, visto che, una volta vinto, diventa di proprietà del giocatore e quindi la spesa degli italiani per l'azzardo è pari esattamente alla raccolta. Il dato, piuttosto, serve a svelare una realtà sconcertante: i monopoli pur di assicurarsi il loro margine di guadagno sui giochi, finanziano i giocatori, per spingerli a giocare.

I monopoli hanno sì due tasche: ogni euro incassato si divide e prende due strade diverse, una parte finisce nella tasca in cui viene incamerata la percentuale che i monopoli trattengono, una parte nella tasca destinata a essere ridistribuita come montepremi. I monopoli finanziano i giocatori con quanto accantonano in questo secondo contenitore e lo fanno ridistribuendo una parte della raccolta, con premi di modestissimo importo che sembrano essere pensati esclusivamente per essere rigiocati, implementando così l'altra tasca.

C'è un altro aspetto che colpisce, incrociando i dati IPSAD con quelli del libro blu aams.

Non è vero come ci hanno sempre detto che la spesa media per l'azzardo sia di 1.500 euro all'anno pro capite. Il dato medio viene ottenuto tenendo conto anche di chi non gioca, con le famose medie "neonati compresi", dividendo linearmente la raccolta per gli italiani. Ma, secondo le stime ISPAD, i giocatori sono 16 milioni, quindi la spesa media per ognuno di essi risulta pari a 5.500 euro all'anno, più del triplo.

Di più, sempre secondo l'Istituto di ricerca, il 63% dei giocatori ha giocato una volta al mese, mentre il 21% una volta a settimana. L'85% dei giocatori, quindi sono giocatori sporadici e si può ritenere che abbia contribuito molto poco a formare 88 miliardi di euro di raccolta.

Considerando che, come è noto, l'uomo medio non esiste, si può stimare che se l'85% dei giocatori ha speso ad esempio il 20% della raccolta, l'altro 80% sarà stata spesa dal restante 15% dei giocatori più "frequenti". In numeri: 13.600.000 giocatori avranno speso 17.600.000.000 di euro, in media 1.300 euro, ma i restanti 2.400.000 giocatori avranno bruciato nell'azzardo 70.400.000.000 di euro, con una spesa media pro capite di 29.000 euro ad anno.

Cifra sconvolgente che, tuttavia, risulta "coerente" con i dati relativi alla dipendenza e dimostra che, come molte volte sostenuto, il fattore critico di successo del gioco d'azzardo è proprio la dipendenza.

Dal Blog di Osvaldo Asteriti

lunedì 18 aprile 2016

Lettera aperta a Pioltini

Facendo riferimento alla recente serata di presentazione del progetto alternativo presentato da Citta Metropolitana, tenutasi presso la sala consiliare del comune di Albairate e promossa dall'amministrazione che Lei, Sindaco di Albairate, rappresenta.

In quell'occasione ha espresso la volontà di acquisire ogni parere sul progetto in questione, che cittadini, Partiti e Movimenti Politici sentono di dover dare come contributo.

Come Movimento 5 Stelle abbiamo elaborato un documento unitario territoriale alternativo al progetto in oggetto che volentieri sottoponiamo alla Sua attenzione (link qui).

Tale documento è da intendersi come unica proposta alternativa perseguibile che le amministrazioni territoriali coinvolte nel progetto dovrebbero attuare.

Suggerimento al viadotto
Come cittadini Albairatesi e attivisti del M5S ci sentiamo altresì di suggerire una variante al progetto di Città Metropolitana, variante che porta una riduzione dell'impatto ambientale e paesistico notevole nel tratto territoriale comunale. Il suggerimento non intende sostituirsi al documento comunitario territoriale del M5S, ne con tale suggerimento intendiamo avvallare il progetto di Città Metropolitana. L'artenativa di città Metropolitana, per noi, rimane un progetto deficitario e con nessuna garanzia istituzionale. Ne condividiamo il superamento dell'abitato di Robecco attraverso una circonvallazione, auspicabile il ponte a Nord e il tracciato a ovest dell'abitato. Ne condividiamo la riqualifica della tratta B (Albairate-Milano) attraverso la sostituzione dei semafori con rotonde. Non condividiamo la realizzazione del tratto C (Vigevano-Albairate) che comporta un notevole consumo di suolo, un impatto ambientale e paesistico devastante e che di per sé non risolve il problema del traffico pendolare verso Milano. Riteniamo che il passaggio vicino ai Carabinieri, con raccordo in via Giotto, di una circonvallazione più aderente all'abitato e che bypassa la via Dante, sia la soluzione migliore. Riteniamo che  i soldi risparmiati dalle minori opere da realizzare devono essere investiti nel trasporto pubblico. La realizzazione di piste ciclabili, che collegano i nostri paesi è un altro punto che sgraverebbe la rete stradale, i viaggi occasionali che oggi i cittadini sono costretti a fare in macchina per spostarsi da un paese all'altro domani potrebbero farli in bici.

La sostanza della variante che suggeriamo è nell'eliminazione del viadotto, che sovrapassa naviglio, ferrovia e svincoli vari, in favore di un ponte ridotto che serve allo scavalcamento del solo naviglio, comprendendo lo spostamento della SP494, con raccordo a rotonda tra il ponte, la stessa SP494 e la via Marcatutto, il tutto da realizzarsi nella campagna tra la ferrovia e ia ridosso del naviglio. Nell'allegato un disegno schematico del tracciato alternativo.

Chi partecipa vince sempre

Grazie agli oltre 15 milioni di cittadini che hanno detto SI alla democrazia ed un futuro con mari puliti, energie rinnovabili, efficienza energetica e turismo sostenibile!
Sono tantissimi e hanno combattuto una battaglia da eroi della democrazia.
Hanno combattuto come milioni di semplici Davide del Mondo Pulito contro i Golia delle lobby del petrolio di Trivellopoli e della disinformazione. 
Lo hanno fatto affrontando 8 mesi di totale disinformazione su questo referendum, con trasmissioni che dichiaravano che si votava solo in 9 Regioni , alle bufale sui ‘posti di lavoro a rischio’ oppure quella che 'si sono sprecati 300 milioni di euro', quando è stato il Governo a non volere l’accorpamento con le elezioni amministrative, proprio per evitare di raggiungere il quorum.
Lo hanno fatto affrontando il vergognoso Governo di Trivellopoli ed un vergognoso ex presidente della Repubblica, che violando la Costituzione sulla quale hanno giurato (“articolo 48: Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”) hanno invitato all’astensione.
Invitavano al ‘non voto’ facendo leva, per il mancato raggiungimento del quorum, su quella parte di cittadini che si astengono in maniera "fisiologica" ( ed in questi tempi toccano il 40% dell’elettorato).
Il Movimento 5 Stelle da sempre si batte per l’abolizione del quorum nei referendum, perché negli strumenti di democrazia diretta solo chi partecipa deve contare e decidere.
Ma chi ama la democrazia, soprattutto diretta e lotta per questa ogni giorno partecipando, informandosi e attivandosi nelle proprie comunità, vince sempre. 
Oggi chi ha perso, soprattutto la faccia, sono il Governo del Bomba e l’ex presidente della Repubblica che hanno dimostrato di non amare la democrazia, la partecipazione civica e la Costituzione sulla quale hanno giurato.
Questa sera si riparte verso il futuro. Da oltre 15 milioni di cittadini che vogliono un futuro diverso per portare il Paese verso uno sviluppo energetico differente, che può essere già realtà con le rinnovabili che producono il 40% dell’elettricità. Il M5S ha già un piano energetico nazionale frutto di un anno e mezzo di lavoro con esperti e confronti. Siamo pronti a dimostrare che con le tecnologie oggi disponibili è già possibile cambiare il Paese e liberarlo in pochi anni da carbone e inceneritori ed arrivare al 2050 senza petrolio. 
"Non si può battere una persona che non si arrende mai” (Babe Ruth)

(Fonte: www.beppegrillo.it)